Il trasporto di persone e cose costituisce uno dei servizi più importanti di una società moderna; tale importanza tenderà ad aumentare, con l'affermarsi di nuove esigenze sociali e con lo sviluppo della produzione automatica.
L'operatore economico già oggi non può permettersi di arrivare a destinazione quando un mezzo di trasporto collettivo gli permettere di arrivare, egli deve essere all'appuntamento all'ora programmata; in futuro questa esigenza si allargherà a tutta la popolazione, perchè i ritmi di vita saranno cadenziati su ben precisi programmi.
Analogamente, le merci devono essere movimentate rapidamente per non creare lunghi immobilizzi di capitale e per minimizzare le dimensioni dei magazzini e dei relativi costi di gestione.
In un prossimo futuro poi, non solo i ritmi saranno più serrati e l'esigenza di puntualità sempre più necessaria, ma lo sviluppo della robotizzazione comporterà anche un aumento dei trasferimenti.
L'entità degli investimenti per gli automatismi richiederà una grande produzione dello stesso prodotto, perciò si svilupperanno poche fabbriche molto specializzate che produrranno per un grande mercato di assemblatori.
Lo stesso pezzo che ieri percorreva centinaia di metri all'interno dello stesso stabilimento, domani potrà percorrere anche centinaia di Km prima di essere pronto per la vendita al consumatore. La velocità e continuità di produzione dei robot richiederà sempre più la regolarità e puntualità degli approvvigionamenti.
Alla luce di queste considerazioni sembra (a quanto a tutt'oggi è possibile sapere) che gli sforzi dei ricercatori di tutto il mondo in materia di trasporto collettivo di persone e merci siano più che altro rivolti a migliorare le attuali infrastrutture con nuove tecnologie, piuttosto che ad inventare un nuovo modo di trasportare, che possa soddisfare le esigenze del prossimo futuro. Nè si può pensare che l'entità degli investimenti in gioco scoraggi la ricerca in tal senso; se si considera, infatti, che solo in Italia il trasporto merci su gomma, limitatamente alle lunghe distanze, costa alla collettività la considerevole somma di 110.000 miliardi di lire all'anno (senza contare il costo di assicurazione della merce e dei veicoli, il costo di ammortamento, di gestione e di manutenzione delle strade, il costo di vite umane ed escludendo anche i costi indotti per rallentamenti, ingorghi ed incidenti), si vede che un investimento in infrastrutture di 500.000 miliardi in 10 anni (che fosse in grado di assorbire gradualmente la metà dell'attuale traffico merci) potrebbe essere ammortizzato nel giro di pochi anni.
Il personale tentativo di studiare il problema della mobilità, dimenticando le attuali strutture e ricercando lo strumento più idoneo a soddisfare le vere esigenze del passeggero e delle sue attività, ha evidenziato che un buon veicolo, o meglio un buon "sistema", è quello che, oltre a realizzare la più alta velocità commerciale, minimizza la mancanza di puntualità dell'utente o del singolo "sistema".
Occorre però precisare che la velocità commerciale non deve venir calcolata sulla base del minimo tempo che occorre per andare dal luogo di partenza al luogo di arrivo, ma sulla base del tempo che intercorre tra l'ora di partenza da casa o dall'ufficio e l'ora dell'appuntamento a destinazione.
Ad esempio, se un treno che parte alle 7 da Milano ed arriva a Roma alle 10 è l'ultimo treno che un utente deve prendere per essere a Roma alle 14, ai fini della velocità commerciale il tempo da introdurre nel rapporto è quello di 7 ore. |