Che cos'è il "tuttodotto"
Il "tuttodotto" dovrebbe essere un sistema di trasporto innovativo che, utilizzando il sottosuolo e le attuali locomotive, dovrebbe viaggiare costantemente, senza mai doversi fermare; infatti sarebbero le "stazioni mobili" ad affiancarsi ad esso, facendo salire i nuovi passeggeri e facendo scendere coloro che sono già arrivati a destinazione.
Per esempio, un treno che parte da Milano diretto a Reggio Calabria, fermerà solo a Reggio Calabria. Quando si è in prossimità di una stazione intermedia, mettiamo Parma, il treno "vettore" verrà affiancato da un piccolo convoglio ferroviario, chiamato "stazione mobile" che sarà partito dalla stazione della città di Parma, fino a raggiungere la stessa velocità del treno vettore, senza che i convogli si fermino, cosicchè i passeggeri che dovranno scendere a Parma si sposteranno dal treno vettore al treno "stazione mobile", mentre i passeggeri già saliti sul treno "stazione mobile" a Parma, si trasferiranno sul treno vettore per raggiungere la destinazione desiderata, lo stesso dicasi per le merci. L'operazione di "discesa" e di salita sul treno "vettore" dal treno "stazione mobile" verrà effettuata con dei bracci speciali che collegheranno le porte di entrata ed uscita dei relativi convogli.
Ad operazione effettuata, il treno vettore proseguirà la sua marcia mantenendo sempre la stessa velocità, mentre il treno "stazione mobile" ritornerà alla stazione da dove era partito. Scesi i passeggeri e scaricate le merci, il treno "stazione mobile" ripartirà per affiancare il convoglio successivo. Lo stesso dicasi per le altre città che sono lungo il percorso Milano - Reggio Calabria ritorno. Il sistema funzionerebbe in modo costante, i convogli partirebbero a breve distanza di tempo l'uno dall'altro dalle stazioni di partenza e di arrivo, il tutto sarebbe computerizzato.
Tutto questo verrebbe realizzato sotto terra, in modo da lasciare libera la superficie per altri usi, abitativi, agricoli ecc.
In questo modo si potrebbe realizzare il progetto di Leonardo Da Vinci che, nel disegnare "la Città ideale", immaginò un sistema di trasporti ed altre attività lavorative che si svolgevano sotto terra.
Tecnicamente bisognerebbe studiare come risolvere un solo problema, ossia realizzare uno strumento che permetta una decelerazione, sosta ed accelerazione di parte della catena secondaria (problema che può essere risolto con molteplici soluzioni teoriche).
Tecnologicamente invece il sistema dovrebbe affrontare svariate problematiche, tra cui: la manutenzione ordinaria e straordinaria del materiale, i tempi di trasbordo in funzione della sicurezza di esercizio, la curabilità dei materiali,le tolleranze, la motorizzazione, l'approvvigionamento energetico, una via diversa dal binario (non ci sarebbe più bisogno di scambi), la regolazione elettronica dell'intera movimentazione, la determinazione della velocità ottimale, l'isolamento acustico, l'impatto ambientale, la sicurezza in genere. Questi sono solo i principali problemi; in pratica ogni particolare avrà bisogno della sua sperimentazione per mettere in risalto i problemi teoricamente non prevedibili, la cui conoscenza e la cui soluzione costituiscono il vero progresso scientifico e tecnologico.
La gloriosa ferrovia sta esaurendo le sue funzioni ed occorre pensare per tempo alla sua sostituzione con un sistema di vie a vettori più idonei alle moderne esigenze.
Come a suo tempo l'indispensabile secchio di rame per l'acqua ed il romantico catino con brocca sono stati sostituiti dal rubinetto e dall'acqua corrente, distribuita con acquedotto, come il "tam-tam" è stato sostituito prima dal telegrafo poi dal telefono, come la ruota del mulino è stata sostituita con la turbina con la distribuzione di forza (elettro)motrice per elettrodotto, come l'autobotte è stata già in parte sostituita da oleodotti, gasdotti, ecc., così anche il carro che, nato a trazione animale, era diventato semovente, dovrà essere sostituito dal "tuttodotto". |