Dessinateur - Graveur - Officier D'Académie - Médailles d'Or & d'Argent
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Il grande equatoriale dell'Osservatorio di Parigi. Sistema Loewy.
IlGli equatoriali devono esser giganteschi per rispondere ai bisogni dell'astronomia moderna: come per i cannoni, ogni nuovo apparecchio è più grande dei vecchi - ma ai corpi celesti non si punta nell'intento di distruggerli...
L'osservazione esige, per non dire che dei movimenti principali, quello della lente, quello dell'osservatore e quello della cupola. Se si aggiunge che l'osservatore è spesso obbligato a coricarsi orizzontalmente, in posizione assai incomoda, si vede che, da un lato, la durata delle osservazioni è limitata dal tempo impiegato nella manovra, e dall'altra parte la fatica dell'astronomo nuoce all'esattezza dell'osservazione.
Possiamo così apprezzare i vantaggi del nuovo equatoriale: misurare grandi distanze angolari, fare osservazioni con relativo agio e rapidità. Seduto su una poltrona fissa, indipendente dal sostegno dello strumento, l'astronomo è come al proprio tavolo di lavoro. Lo strumento obbedisce a lui, non lui allo strumento. Al riparo dalle intemperie, egli studia l'infinitamente grande nelle condizioni del naturalista che esamina al microscopio l'infinitamente piccolo.
(22 settembre 1883)









