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Elvira Vitali, la madre di Mario Radice, quand'era fra i venti e trent'anni.

Una vita dedicata all’arte

Chi è Mario Radice? Sul punto di concludere la lunga serie di conversazioni avute con lui in vista di questo libro, ho voluto domandarglielo espressamente: "Chi è Mario Radice?" Mi aspettavo una risposta per così dire "storica", che di lui mettesse in evidenza soprattutto l'importanza come pittore appartenente alla corrente dell'arte astratta italiana, di cui era stato uno dei fondatori - eseguendo fra il 1933 e il 1936, quale opus magnum, le pitture per la Casa del Fascio di Como progettata dall'architetto razionalista Giuseppe Terragni -. Insomma una risposta di tipo burocratico, ufficiale, "a futura memoria".
Invece, parlando ormai con il distacco di chi osserva la propria vita e la propria opera dall'alto dei suoi ottantasette anni, Radice mi ha sorpreso con una risposta semplice e modesta, umanissima: "È un uomo con molti difetti come tutti gli altri, ma che cerca ancora di rimediarvi". "E come artista?" l'ho incalzato. "Come artista" è stata la risposta "è facile giudicare un altro, ma è difficilissimo giudicare se stesso. Io, per natura, non sono mai contento di quello che faccio, e sono severissimo verso me stesso. Ma fortunatamente ho anche la speranza di aver fatto tutto quello che era in mio potere per 'cantare' sempre meglio". L'ultima parte della risposta richiamava implicitamente il significato che Radice attribuisce all'arte, intorno al quale avevamo più volte discusso: per lui il verbo "cantare" significa semplicemente esprimersi con tutta l'anima in ogni campo dell'arte. Il pittore, lo scultore, l'architetto, il musicista, come il poeta, dopo aver studiato e imparato il proprio mestiere, non compie più ricerche: "canta". Soltanto per lo scienziato è corretto parlare di "ricerca", perché la scienza è "condannata a progredire": se non progredisce, muore.
Puntando più sulla propria persona che sul personaggio, Radice offriva di sé l'immagine più semplice, elementare; e tuttavia riportava inevitabilmente il discorso all'interno della propria vicenda artistica. In fondo era proprio questa identità fra persona e personaggio l'assunto che mi aveva indotto a intervistarlo sulla sua vita e sulla sua opera, ritenendo una pseudoquestione quella che tende a domandarsi se sia l'opera a illuminare la vita di un autore o se, al contrario, sia la vita a spiegarne l'opera, come se fosse possibile separare l'una dall'altra. Appariva in Radice una coerenza di giudizio e di comportamento che finiva col premiare i criteri seguiti nell'intraprendere le nostre conversazioni.

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Inter Jumbo Service Mario Radice
Grande esponente dell'astrattismo italiano degli anni Trenta e Quaranta. Pittore, scultore e cultore di problemi d'architettura.
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