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Una vita dedicata allarte
Ci sono delle convinzioni estetiche profonde in Radice, a questo riguardo.
Anzitutto proprio l'unitarietà della pittura.
Poi la primaria importanza del fattore compositivo rispetto a tutti gli altri, ragion per cui lo stesso fattore cromatico rimane in subordine.
L'unitarietà della pittura è in lui un'affermazione perentoria e motivata. Radice sostiene che non bisogna tener separata la pittura astratta da quella figurativa, poiché l'elemento che le distingue non è la "composizione" ma il "tema" svolto nelle opere. Mentre il tema figurativo prende in considerazione - nell'ordine - la figura umana, gli animali, il paesaggio e la "natura morta", il tema dell'arte astratta mette in evidenza gli aspetti formali e cromatici della natura. È nell'armonia formale e cromatica - più nell'armonia formale che in quella cromatica - che si rivela la "bellezza" di un'opera d'arte, astratta o figurativa che sia. Ma nell'arte astratta tale armonia sembra raggiungere il punto più alto, visto che in essa si attua il momento della massima dislocazione fra soggettività e oggettività dell'opera, ossia fra dato reale esterno e dato razionale interno. Dislocazione che - per converso - serve a chiudere la circolarità del proprio senso nel momento in cui l'opera offre di se l'immagine della massima identificazione fra soggetto e oggetto, cioè fra composizione e tema della composizione.





