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Una vita dedicata allarte
Guido Ballo(6) - che ha cominciato a seguire il lavoro di Radice fin dagli anni Cinquanta, ed ha voluto dedicargli, nel 1973, un'importante monografia storico-critica dalla quale ancor oggi non si può prescindere in ordine all'analisi minuziosa dello sviluppo di tutta l'attività del maestro comasco - ha avuto modo di osservare - già nel 1958 - come per Radice "l'armonia geometrica non è norma prestabilita, nasce dalla natura stessa del ritmo che si organizza con vigile controllo". E, dopo aver messo in evidenza a proposito della sua scelta astratta l'origine neoplastica, riconoscendo in Radice la tensione morale verso il rigore, la misura, l'invenzione di rapporti puri, non figurativi, Ballo ha voluto rilevare molto opportunamente anche l'importanza della sua opera minore, marginale, più umile: "Ma al di là di ogni netta e schematica distinzione di linguaggio astratto e figurativo, la personalità di questo pittore s'impone con originale chiarezza in una serie di dipinti che possono farci sentire la sua voce più segreta. Sono i guazzi, i dipinti in tono minore: che, appunto perché tali, rivelano una libertà, un'intensità emotiva più diretta. Attraverso questi guazzi, anche le opere più vaste ci appariranno in una luce singolare".





