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Una vita dedicata allarte
Accennando poi al superamento delle "premesse neoplastiche" di Radice, Ballo concludeva dicendo: "la struttura crea arsi e tesi ritmiche, in una dinamica compositiva con interne aperture. Ma soprattutto il colore, la soluzione concreta della luce, sono nuovi: rivelano ancora particolari finezze di vibrazioni atmosferiche, anche se non può parlarsi di tono vero e proprio perché il linguaggio risulta decisamente cadenzato nei timbri. La finezza di questi accordi timbrici crea un movimento allusivo, che può anche rivelare la prima formazione lombarda del pittore: ci sono alcuni passaggi lievemente sfumati, e soprattutto c'è una risonanza nel colore che ci fa sentire i silenzi, l'immediatezza lirica, ciò che sta al di là dell'apparenza occasionale: il segreto stupore non per una particolare visione, ma per un senso totale, panico, di rapporti. Ancora una volta si tratta di illuminazioni liriche: intense nell'urgenza della voce che si distende e si attua con continuo intervento mentale, senza nulla togliere all'efficacia sensibile. Non è fuori posto parlare addirittura di 'stati d'animo': tanta è la singolarità monodica che risponde alle più segrete esigenze di Radice".





