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Una vita dedicata allarte
Questo aspetto emotivo che tende a bruciare il linguaggio naturale nel fuoco del linguaggio poetico non tollera però - come ha notato Paolo Fossati(9) nel 1968 - "nessuna estasi e nessun abbandono" come pure "nessuna metafora o allegoria". Pur riconoscendo l'origine spiritualistica del discorso di Radice, Fossati non può fare a meno di sottolineare "il senso di un estremo raggiungimento" che nello stesso Radice dipende essenzialmente dalla capacità di leggere "segni non controvertibili pur nel fluire vario e deformante della realtà evidente e sensibile". In questo senso - ha scritto ancora Fossati - "i quadri di Radice non sono proiezioni e neppure oggetti: sono un metodo di lavoro, una rivelazione raggiunta per tratti successivi, il modo di ricomporre il dissimile che è tale non solo per contrasti di forme, ma per tenuta temporale e per disposizione emotiva". Ne fanno fede gli stessi elementi che concorrono al risultato finale: "l'armonia, il ritmo, la proporzione del disegno finale non esistono già belli e fatti, pietra immersa nel magma e solo da restituire alla luce, sono essi stessi i modi di quel lavoro che li compone e li dispone in organismo: esito di un metodo, appunto". Ecco perché - secondo Fossati - "con buona ragione Radice può negare astrazione all'astrattismo, e restituirgli se mai l'immagine di un'intensificazione e di una concretizzazione".






