Advertise
Una vita dedicata allarte
Chiudendo il cerchio delle motivazioni formali riguardanti indistintamente tutti i "generi" della pittura, a Radice non resta che lavorare dunque sui rapporti e sulle connessioni fra le parti. Alla svalutazione degli oggetti corrisponde, così, la valutazione della dinamica dei rapporti costruttivi nonché delle possibilità di espansione e contrazione del colore e della luce all'interno di un discorso che si rivela essenzialmente, e straordinariamente, lirico.
D'altronde, in rapporto al fattore compositivo, sono parole chiave, per Radice, termini come "ordine", "armonia", "ritmo". E non sono di oggi le definizioni che egli stesso ne ha fornito: "Ordine - aveva già detto a Tristan Sauvage nel 1957(10) - è armonia di parti diverse e armonia è accordo di elementi, quasi la loro unificazione. Accordare (da cor, cordis) significa riempire un intervallo e mettere in relazione fra loro (con mezzi plastici per il pittore) gli elementi di una composizione. Ritmo, infine, è il modo di essere dello spazio 'ordinato', dello spazio armonico e proporzionato".
Non si deve sottovalutare, di Radice, la passione didattica che lo porta a definire, a puntualizzare, soprattutto a partecipare un concetto non tanto con la monotonia del maestro per il quale giova ciò che viene ripetuto, quanto con l'intima esigenza di chiarire a sé prima che agli altri motivazioni e articolazioni specifiche. La passione didattica di Radice è un tratto distintivo della sua personalità. E servono a spiegarla - tanto dal punto di vista dell'apprendimento quanto da quello dell'insegnamento - sia la memoria vivissima che l'artista ha ancor oggi dei suoi primi maestri di pittura e scultura, Achille Zambelli e Pietro Clerici, frequentati negli anni dal '10 al '18, sia le numerose occasioni d'incontro con i "grandi" dell'arte italiana del secolo, soprattutto Morandi, Carrà, De Chirico, Sironi, Casorati, spesso nominati e sempre elogiati, regolarmente visitati e intervistati negli anni della sua collaborazione critica al quotidiano milanese L'Italia durata dal '45 al '57, sia anche la successiva attività critica presso La Provincia di Como, che dura tuttora, sia infine la sua attività privata di insegnante di pittura negli anni successivi al suo rientro dall'esperienza lavorativa fatta in Argentina tra il '28 e il '30.





