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Una vita dedicata allarte
Dall'altra parte c'è una stagione che sembra avere invece i caratteri della "ricostruzione", una stagione pazientemente riconquistata, riacquisita si direbbe per accumulo di desiderio, grazie a un processo di ricupero e di salvaguardia della propria identità artistica oltraggiata se non cancellata. Si osservino da questo punto di vista le opere siglate per lo più "A.N.F.", "P.R.O.G.", "C.O.L.N." della seconda metà degli anni Quaranta e di tutti i Cinquanta, dove il rigore compositivo, sempre alto in Radice, sfrutta la pluralità delle figure geometriche piane ricuperando e variando fino a risultati di assoluta perfezione bozzetti e motivi precedenti. Spesso più motivi si intrecciano nel medesimo disegno sviluppando nuove suggestioni compositive in un gioco di "aperture" e "chiusure" strutturali che rendono grandemente versatili le proposte dell'autore: come accade in molti dipinti degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.
Certo, se un elemento in particolare è intervenuto, ancor più di recente, via via più pronunciandosi e accampandosi all'interno della composizione di Radice per arricchirne la gamma espressiva, questo è dato dalla qualità più luminosa e più tersa del colore, quasi più squillante. Si potrebbe dire che accanto all'originario esprit de géométrie si sia progressivamente sviluppato quell'esprit de finesse che in Radice ha da sempre coinciso con l'atteggiamento più significativo del suo essere al mondo, del suo guardar tutto - uomini, animali, cose, spazi ed eventi, e atmosfere, e sentimenti - con la precisione del naturalista e - unitamente - con lo stupore del bambino, con la grazia e la semplicità dello sguardo innocente benché non ingenuo cui fa da contrappunto la saggezza dell'uomo ricco di anni e di tensioni interiori.






