Advertise
Conversazioni
- Esiste questo errore da sessant'anni... Sono andato sotto le armi con la classe 1900 a causa di una serie di rinvii precedenti. Ho sempre considerato miei coetanei tutti quelli del 1900. C'è però un altro motivo occasionale, ed è questo: una mostra alla quale volevo partecipare aveva fissato il limite d'età a venticinque anni; io ne avevo venti sette, e così mi sono accorciato la vita di due anni...
- È lei stesso dunque il responsabile di questo equivoco cronologico...
- Sì, ed è capitata la medesima storia a un mucchio di artisti...
- A chi?
- A Casorati, per esempio. Casorati dichiarava cinque o sei anni in meno di quelli che aveva veramente. Io ero molto amico di Casorati... Ci davamo del tu, benché lui fosse maggiore di me di almeno dieci anni...
- Vi toglievate gli anni per poter partecipare alle mostre...
- Tutti quanti per motivi analoghi.
- Lei è nato a Como... Come era la Como della sua infanzia?
- Era senza pericoli. Si poteva camminare per strada. I bambini potevano uscire di casa e attraversare la strada tranquillamente... Certo la città è irriconoscibile oggi nei confronti di allora. Non si può più andare a piedi. Le strade di tutte le città del mondo oggi non sono fatte per poterci andare a piedi, ma sono percorse da automobili che vanno a sessanta chilometri all'ora come minimo... Pensi che due miei colleghi, due artisti di prim'ordine, sono morti in seguito a incidenti automobilistici. Uno era Baldassarre Longoni: è morto quasi istantaneamente sotto un'auto. L'altro era Betto Lotti: è morto pochi anni fa. Era finito sotto un'automobile, ha sofferto per due anni e poi è morto... D'altra parte, una volta c'era più onestà in tutti. C'era meno odio... C'era più ingenuità, che forse è più un male che un bene.






