Advertise
Conversazioni
- Quindi una vita abbastanza contenuta...
- Sì, non era una vita povera, ma certamente modesta... Però le famiglie cosiddette borghesi in quel tempo non avevano pretese... Il mondo è cambiato completamente e non è neanche paragonabile a quello di allora...
- Lei cosa pensa del mondo di oggi rispetto a quello di allora?
- Il mondo di oggi è tutto postbellico. Io non ho visto altro che guerre. E non si fa che parlare ancora di guerra. È quello il guaio, specie ora... Siamo tutti quanti un po' ossessionati dall'idea della guerra nucleare...
- Allora, invece, quest'idea del mondo come "mondo perennemente post-bellico", Lei non l'avvertiva?
- No, affatto.
- Non l'avvertiva perché era ragazzo e non si poneva il problema?
- Allora non c'erano guerre mondiali, erano guerre locali, si parlava della guerra d'Eritrea, poi di quella russo-giapponese e dello sbarco giapponese in Russia, della sconfitta russa in quella guerra e del progresso che aveva fatto il Giappone in quel tempo...
- Tutto questo, quando Lei era bambino...
- Sì, certamente.
- E che idea si faceva del mondo, allora?
- Nessuna idea. Ero molto ingenuo. Sono cresciuto lentamente. Non ero affatto precoce. A dieci anni pensavo come adesso un bambino di sei...






