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Conversazioni
- Magari diventerà una gran pittrice.
- È una cosa naturalissima.
- Lei però nella sua famiglia non ha avuto dei pittori...
- Avevo due zii che dipingevano abbastanza bene: uno era Lucio Vitali, il fratello di mia madre, che si occupava anche di fotografia; l'altro era un loro fratellastro, e si chiamava Antonio Casartelli: aveva un altro cognome perché mia nonna, rimasta vedova, si era sposata ancora... io da ragazzo non pensavo ad altro che a disegnare. I miei libri di testo erano tutti disegnati ai margini. Erano ritratti somigliantissimi dei compagni e degli insegnanti. Non erano caricature: non ne ho mai fatte perché le detesto, sono deformazioni quasi sempre maligne... Disegnavo volti ma anche fiori... Ho cominciato alle elementari... Poi naturalmente prendevo scapaccioni dalla mia mamma perché rovinavo tutti i libri...
- E le giornate come le trascorreva?
- Ero sempre un po' bambino, ero inclinato alla solitudine...
- Giocava poco?
- Sì, poco... La mattina e il pomeriggio, a scuola. Andavo alla Scuola poco lontana di via Perti, che c'è ancora, tale e quale. Le vacanze invece le passavo a Carbonate, un piccolo paese in provincia di Como, insieme con i nonni paterni. Il nonno, Pietro, ospitava me e mio fratello per un mese e mezzo all'anno - allora c'erano tre mesi di vacanza -; l'altro mese e mezzo ospitava le mie due sorelle... Qualche volta si rimaneva a Carbonate un po' di più, qualche volta un po' di meno. E poi ci andavamo anche una settimana a Pasqua e una a Natale, tutti gli anni...







