Advertise
Conversazioni
- È stata molto importante per Lei l'esperienza delle vacanze a Carbonate...
- Quando ripartivo per Como perché si riaprivano le scuole, mio nonno mi dava uno scudo d'argento da cinque lire - pari a circa novantamila lire di oggi, non meno, forse più - e mi diceva: "Rispetta i superiür", e poi mi voltava le spalle e se ne andava. Era un uomo di pochissime parole... Il mondo vive su questo rispetto verso i superiori, a pensarci adesso. Ma allora non capivo niente e mi domandavo: "Chissà perché mi dice queste parole?"... Lui è morto a ottant'anni, io l'ho sempre rispettato. Al funerale era presente tutto il paese.
- E la nonna?
- Era come il nonno.
- Questi i nonni paterni. E i nonni materni?
- Il nonno materno è morto a cinquant'anni, io non ero ancora nato. La nonna materna era sorella della nonna paterna (Le ho detto che i miei genitori erano cugini primi): l'ho conosciuta ed era molto sensibile. Ha cominciato a studiare inglese sui sessant'anni. Io mi stupivo: "Come, perché?" "Magari, appena posso, vado in Inghilterra, è meglio saper l'inglese." Studiava l'inglese con serietà...
- Ammirevole veramente...
- Vuol dire che aveva la mania di studiare, come mio fratello e me. Anch'io ho sempre studiato, ma solo quello che mi ha interessato... Se non ci fosse stata la mia mamma a sorvegliarmi, sarei stato fresco a scuola... La mia mamma era intelligentissima e per sua fortuna aveva una memoria di ferro. Mio fratello aveva l'abitudine di studiare ad alta voce, la mia mamma lo sentiva e dopo un mese o due gli faceva delle domande su quello che aveva studiato, ed io restavo esterrefatto... Poi anche le mie due sorelle hanno cominciato a imitare il fratello e studiavano ad alta voce, così la mia mamma provava le lezioni a tutti senza aver mai avuto un libro in mano, magari mentre faceva da mangiare.







