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Conversazioni
- In ogni modo Lei aveva avuto la possibilità di andare a scuola di pittura e scultura?
- Sì, mio padre mi ha mandato a prender lezioni dal miglior pittore di Como di allora, si chiamava Achille Zambelli. Poi anche da uno scultore, Pietro Clerici ...
- Il suo papà si convinse subito?
- Mandava le sorelle a lezione di pianoforte e mandava me a lezione di pittura.
- Come era Zambelli?
- Veniva da Brera, era giovane, entusiasta insomma... Era un pittore bravo. Poverissimo, guadagnava molto poco; era onesto... C'è ancora qualche suo quadro in giro, presso qualche collezionista di Como...
- E Clerici?
- Anche Clerici ha fatto delle belle statue... Io poi andavo anche alle scuole serali d'arte, due o tre volte la settimana, e a una scuola domenicale tutta la mattina dalle otto alle dodici... E questo dai quindici ai diciannove anni. Ho frequentato i corsi serali di pittura e scultura, sempre con Zambelli e Clerici, presso l'Istituto "Pro Cultura Popolare", e la domenica mattina, invece, i corsi di un'associazione fra imbianchini e decoratori.
- L'Istituto "Pro Cultura Popolare" dove si trovava?





