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Conversazioni
- Quindi la sera Lei frequentava i corsi di pittura e scultura organizzati all'Istituto "Pro Cultura Popolare" dai maestri Zambelli e Clerici, presso i quali andava anche a prendere lezioni private. La domenica mattina, invece, andava a frequentare i corsi di un'associazione di imbianchini e decoratori...
- I maestri erano sempre Zambelli e Clerici. Insomma, per seguire questi due e imparare di più, frequentavo anche i corsi che venivano organizzati qua e là a Como.
- Diceva di questa associazione di imbianchini e decoratori..
- Allora il disegno si insegnava anche a chi voleva intraprendere il mestiere di imbianchino e decoratore. Adesso non si fanno più le decorazioni che si facevano una volta sui soffitti e sulle pareti delle stanze. Ancor oggi, se Lei visita certe case padronali qui a Como, rimane meravigliato dei lavori di decorazione che vi hanno fatto. E ce ne sono tante, più di quanto s'immagini. A Como c'è sempre stato un certo gusto per l'abitazione, soprattutto nelle persone che possono permettersi di spendere delle cifre alte...
- Questo suo essersi accostato all'arte anche attraverso la decorazione ha influito nella sua decisione di dedicarsi all'arte astratta?





