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Conversazioni
- Quando vi siete sposati?
- Ci siamo sposati il 16 di gennaio del 1928 a Ivrea, perché era la sua città. La mattina del matrimonio, il suo papà è voluto andare fino in fondo nel suo compito, perciò l'ha chiamata in disparte e le ha detto: "Sei ancora in tempo, pensaci: puoi rifiutarti di sposarlo, nessuno si offenderà, perché in fondo ti giochi la vita. Pensaci ancora un po'". E l'ha chiusa a chiave nel suo studio, l'ha lasciata lì un paio d'ore, poi è tornato indietro e le ha domandato: "Che cosa hai deciso?" "Che lo sposo" lei gli ha risposto. E così è stato.
- Vuol parlare dei suoi suoceri?
- Il papà di mia moglie insegnava fisica nei licei, ed era di famiglia molto buona. Mia suocera invece era figlia di una contessa Bonacossa, che possedeva molte terre, quasi tutte risaie: le ha poi ereditate quasi tutte il figlio maschio, mentre le quattro femmine, fra cui mia suocera, non hanno avuto niente. Una dote, sì, ce l'aveva, ma nient'altro... Insomma i miei suoceri vivevano bene, ma praticamente del solo stipendio da professore guadagnato dal capofamiglia. Hanno avuto tre figlie, le hanno allevate ed educate bene. Mia moglie, l'avevano fatta laureare in matematica. Il suo papà, quando le hanno dato la laurea, le ha detto: "Nella tua vita, se avrai bisogno, l'adopererai", e difatti l'ha adoperata... Mia moglie ha insegnato per tanti anni. Ha dovuto interrompere durante il periodo in cui siamo stati in Argentina, come Le racconterò, ma ha poi ripreso al nostro ritorno in Italia e ha insegnato per altri quindici anni al liceo classico e all'istituto magistrale di Como, sempre matematica: sotto di lei sono passate diverse generazioni di alunni che ora sono medici, avvocati, ingegneri, architetti comaschi che ancor oggi la ricordano perché era un'insegnante dal polso fermo e dal carattere molto cordiale, e quando la incontrano le fanno festa... Lei ha dovuto lasciare l'insegnamento quando è nata la nostra secondogenita, Maria Barbara, in piena guerra, nel '43. Questa bambina si rifiutava di mangiare, e per poterla curare meglio mia moglie ha dovuto dedicarsi a lei ventiquattr'ore su ventiquattro...






