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Conversazioni
- Quindi non avete avuto modo di scambiare qualche idea sull'arte, Lei e Sassu...
- No. Quando ci incontravamo, ci salutavamo educatamente. Eravamo giovani, e ognuno pensava principalmente a lavorare. Io, in ogni modo, avevo e ho una grande stima di Sassu...
- Dopo questo periodo, ha di nuovo avuto lo studio a Como?
- Sì, in via Rovelli, al n. 3, dove ho lavorato per circa dieci anni. Infine, ho preferito adibire a studio un locale del mio appartamento per non perdere troppo tempo in andirivieni. D'altra parte, ormai le figlie vivevano altrove, sposate, e in casa c'era più spazio.
- Vorrei approfondire il discorso dei suoi rapporti con le figlie, chiedendo di coinvolgere magari anche sua moglie, Rosetta...
- Mia moglie ha fatto tutto quello che ha potuto per le figlie, intanto per dare il buon esempio e poi per ottenere da loro tutto quello che poteva... Non ci hanno mai dato dei grandi dispiaceri, quindi a qualche cosa la buona educazione è servita. Certo si vorrebbe sempre ottenere di più... Ancora adesso, però, bisogna dire che, qualsiasi cosa vogliano fare, vengono a consigliarsi con noi, come noi facciamo con loro d'altronde...





