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Conversazioni
- Nel 1936.
- ... e vi è rimasta fino all'ultimo anno della seconda guerra mondiale, quando venne distrutta da un bombardamento aereo. Chissà cosa pensarono che fosse, probabilmente una postazione antiaerea... Nel 1960 il progetto venne ripreso, a Como, su proposta del papà di Cesare Cattaneo, e la Fontana è stata nuovamente realizzata nel piazzale per il quale era stata originariamente ideata.
- Come vi eravate divisi il lavoro di progettazione, Lei e Cattaneo?
- Non ce lo siamo diviso affatto. Eravamo giovani, lui aveva quattordici anni meno di me, ma era molto maturo; si disegnava e si lavorava spesso insieme. Lui discuteva i miei quadri, io discutevo i suoi progetti di case... È stato Cattaneo a propormi di progettare insieme la fontana... Per me era una cosa naturalissima collaborare con gli altri amici. Contemporaneamente, per esempio, lavoravo con Luigi Zuccoli alla progettazione di alcune tombe monumentali e di alcuni negozi, oppure davo una mano a Giuseppe Terragni quando lui doveva presentare il progetto di qualche edificio per qualche concorso, e i tempi erano stretti. Terragni poi magari all'ultimo momento cambiava qualche particolare e bisognava rifare tutti i disegni... Quando il podestà di Como - l'ingegner Attilio Terragni, che era il fratello di Giuseppe - commissionò a Cattaneo questa fontana per Camerlata, cominciammo a discuterne insieme. A un certo punto ognuno aveva idee proprie ma non tanto diverse, anzi molto vicine... Potrei farLe vedere centinaia di disegni sia miei che suoi... Cattaneo un giorno dice: "Facciamola insieme, perché vedo che al punto in cui siamo è quasi pronta, ed è di tutt'e due". "Allora" gli rispondo "devi dirlo al podestà che c'entro anch'io". Cattaneo è andato dal podestà, che ha accettato subito la proposta.






