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Conversazioni
- Eravate molto legati?
- Sì, molto... Eravamo giovani, nessuno era sospettoso o geloso dell'altro.
- Lavoravate nello studio dell'architetto Terragni?
- No, lavoravamo nel mio studio, qualche volta anche nel suo, però quasi sempre da me, qui a Como.
- Vuole illustrare, in qualche modo, qualcuno dei progetti per chiese fatti con Cattaneo?
- Posso parlare di un progetto completo e ancor oggi realizzabile perché è corredato dei calcoli eseguiti per noi da un famoso calcolista di quell'epoca, il Partenio di Milano. La chiesa è stata progettata completamente prima che Cattaneo morisse... Prima di tutto abbiamo proposto il prete rivolto al pubblico dei fedeli.
- Parecchio in anticipo sui tempi. Oggi questa è una disposizione diffusa. Mi pare che l'altare rivolto verso i fedeli abbia subito una generalizzazione a partire dal Concilio Ecumenico Vaticano II...
- Sì, è così; ma non è una novità assoluta, e Le dirò perché. Un giorno ci trovavamo, Cattaneo ed io, a Castiglione Olona, nella chiesa in cui ci sono gli affreschi di Masolino da Panicale. E lì abbiamo assistito a una messa detta su un altare rivolto al pubblico. Ci siamo incuriositi e, appena finita la cerimonia, siamo andati in sagrestia a chiederne la ragione al prete. Ci disse che si trattava di un permesso dato direttamente dal papa in chissà quale secolo e che altre chiese in Italia avevano altari egualmente disposti... L'idea ci piacque e anzi la trovammo molto giusta.






