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Conversazioni
- Sì, invece è andata bene... La distanza fra un letto e l'altro era minima, si passava a stento. Di fianco a me, a destra, avevo un morto; a sinistra, c'era uno nelle mie stesse condizioni... Ogni tanto portavano via qualcuno e io non capivo niente, avevo la febbre altissima. Talvolta mi alzavo e andavo a guardare da una balconata che dava nel cortile della scuola, allora venivo preso per le braccia da una suora e portato nel mio posto... Dopo sono guarito... Pensi, il primo giorno ero di fianco a un morto, vedo che lo portano via, era in divisa, poi dopo un po' ne portano un altro in divisa ma vivo. Il giorno dopo era morto anche lui, ma io non pensavo di dover morire perché, non è che delirassi, ma non ero affatto lucido, non mi rendevo conto della situazione. Però il quarto o quinto giorno che ero lì, passa un medico che per combinazione era amico di mio padre e mi dice: "Ho parlato col tuo papà". "Ah! Come sta?" "Sta benissimo, lui non ha fatto la Grippe; invece tu stai guarendo..." Quindi dettava, a uno che scriveva, le mie condizioni: bronchi migliorati, febbre diminuita, ecc. Poi mi salutava, passava a un altro, e via... Il mio papà tutti i giorni andava a trovarlo, per chiedergli mie notizie... Allora non avevo la testa di oggi... Oggi mi sarei disperato a vedermi lì in mezzo a un morto e a un moribondo, e poi senza neanche coperte, tutto vestito... Uno stava lì, stava tre ore e si muoveva, e dopo un po' non si muoveva più, era morto e lo portavano via... I morti li mettevano sui camion di notte, uno sull'altro come fascine di legna, uno strato di morti per così e un altro per così, incrociati e accatastati. Quando erano sei strati di morti, il camion partiva... I morti erano tutti in divisa... Io andavo sul balcone nel cortile a vedere questo bello spettacolo e pensavo a tutto meno che a morire... Ero proprio senza testa...






