Advertise
Conversazioni
- La morte, l'eternità... In che rapporto metterebbe l'opera d'arte creata da un artista come Lei e la sua durata al di là della durata terrena di chi l'ha fatta?
- L'artista fa il suo dovere perché è un uomo come gli altri, e il suo dovere è di fare del bene al prossimo... Questo è il dovere di tutti, di qualunque mestiere o professione... Io credo che l'opera di poesia, di musica, di pittura, scultura, architettura, sia rivolta al bene del prossimo, non al male.
- Come un'opera d'arte può fare del bene al prossimo?
- Nasce solo per quello, sennò che scopo avrebbe?
- Io dico, per esempio: il medico fa del bene al prossimo curandolo; ma l' artista?
- Se vedo un'opera d'arte che mi impressiona positivamente, io mi miglioro; capisco che mi fa del bene, mi consola in quanto mi distrae da tutti i dispiaceri che ho, e poi mi fa sperare in tutte le cose più belle... Un'opera d'arte degna di questo nome mi dà la certezza che tutto quello che è rivolto al bene è vero e non è falso... Se l'arte non è rivolta al bene, non è arte, è anti-arte... Il bene proprio dell'artista è evidente. Se l'artista fa del male è un assassino, un delinquente, è una catastrofe vivente insomma. Se invece, com'è suo dovere, fa del bene, anche se fa un quadro mediocre, questo quadro mediocre, ad esempio, non piacerà a tanti competenti o ai massimi artisti, ai geni, però a un certo strato della popolazione che non capisce i quadri degli artisti celebri o li capisce solo eccezionalmente, potrà piacere. Non si può pretendere che un uomo che ha fatto, ad esempio, solo la quinta elementare, si metta a leggere Dante e lo capisca in tutto. E così gran parte della popolazione di un paese lavora la terra, e cosa ne sa di Petrarca, di Leopardi? Se legge L'infinito di Leopardi, non capisce niente, tanto per dire. Allora Leopardi scrive per chi potrà comprenderlo, scrive per dire qualcosa a qualcuno che potrà capire...






