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Conversazioni
- In nessun caso rimango soddisfatto, mai.
- Quindi Lei non salverebbe nessun quadro, nessun disegno dei suoi?
- No, ma io pressappoco so di essere un pittore di classe media...
- Magari gli storici dell'arte ritengono che Lei sia un pittore di prima classe...
- Io non lo so, non si può sapere, si potrà sapere fra cento anni a che classe appartengo, adesso non si può; tanto meno posso dirlo io, gli altri neanche, ma io per primo.
- Le è sufficiente la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro...
- No, mi basta la coscienza di aver fatto il mio dovere, non un buon lavoro; non so se i miei quadri siano molto peggio di quel che penso io, di quel che li giudico io; o se siano molto meglio, non so; non posso dare un giudizio sul mio lavoro, sulle mie opere... Il pittore fa quello che può: supponiamo che, tanto per fare un bel numero, ci siano cinque categorie di osservatori: le prime due categorie ammirano i quadri dei dilettanti, non capiscono nient'altro e disprezzano le opere dei grandi; le altre tre categorie, ognuna con un grado sempre più elevato, apprezzano i quadri dei professionisti, dei pittori veri. Mettiamo al culmine dell'arte contemporanea De Chirico, Picasso, Carrà, Matisse, Braque, Morandi, Sironi o Casorati: chi arriva a capire i quadri metafisici di De Chirico o di Carrà oppure qualche quadro strano di Sironi che riproduce i suburbi di Milano con quegli stabilimenti, con tutto quel disordine? Ecco, quelli lì capiscono Sironi e sono già al vertice. Chi non capisce invece dice: "Ma uno deve fare quelle cose lì, così brutte?" Ma la periferia di Milano è brutta, e quando Sironi faceva quei quadri si attribuiva una grande importanza alla periferia delle città, appunto perché era il luogo dove sorgevano gli opifici, dove si lavorava; la periferia dava appunto l'idea dell'operosità, dell'industriosità. Ma la periferia è triste, nessuno può negarlo. I quadri di Sironi sono quasi tutti tristi; invece i migliori quadri di De Chirico sono misteriosi: quelle piazze d'Italia con quelle ombre strane... E allora bisogna ricordarsi sempre di queste cinque categorie sia di pubblico che di pittori, perché anche i pittori si possono dividere in tante categorie...






