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Conversazioni
- È il disegno per un affresco fatto dai suoi allievi, che Raffaello poi ha ripreso...
- Tutti gli affreschi di Raffaello nel Vaticano sono stati fatti in genere dai suoi allievi. A un certo punto ne aveva trenta. Anche Rubens ha fatto un numero enorme di quadri che non avrebbe potuto fare senza molti allievi. Il pittore faceva il progetto a carbone o a matita, in bianco e nero insomma, e poi gli allievi davano i colori. Un pittore di cui non ricordo il nome diceva ai suoi allievi: "Fate tutto, meno le mani", e le mani le faceva solo lui; oppure: "Fate tutto, meno le mani e le teste". Capirà, in un quadro per esempio di tre metri quadrati ci sarebbe voluto un mese di lavoro, invece in quella maniera il maestro faceva qualche mano e qualche testa e il quadro era bell'e finito.
- Però si vedeva in tutto il quadro il carattere del maestro.
- Certamente, perché il bianco e nero l'aveva fatto lui.
- E la durata fisica di un'opera?
- Ha un'importanza enorme perché si spera sempre che un'opera, se riuscita, trasmetta qualche cosa... Però è sbagliato sperare, perché durare mille, duemila, diecimila anni, tanto per dire, o solo tre mesi, è lo stesso, perché tre mesi e diecimila anni in confronto all'eternità sono uguali, cioè niente...






