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Conversazioni
- Comunque, la durata fisica di un'opera d'arte richiede onestà di esecuzione...
- Io ho imparato dal mio maestro Zambelli che mi ripeteva: "Non comprare colori qualunque". D'altra parte, ho studiato chimica a Milano quando frequentavo la facoltà di veterinaria... Adesso, come tutte le cose che si studiano da giovani, molte nozioni le ho dimenticate, però i fondamenti della chimica non lì ho dimenticati. Ci sono colori che "chimicamente" non vanno d'accordo con altri colori. Nessuno dice queste cose perché a scrivere i libri sono dei pittori che ignorano completamente i principi fondamentali della chimica. E allora è per questo che io mi son messo a scrivere non un libro, per carità, ma un manualetto per gli studiosi di pittura... Io ho fatto le prove per conto mio, cioè tutti i colori che adopero li stendo su una tela e poi metà li lascio fuori al sole per cinque o sei giorni e metà li copro con un cartone nero o con un pezzo di legno. La striscia di colore lì diventa bianca al sole, qui invece resiste perfettamente. Almeno trenta o quaranta colori, quelli che adopero io, sono quelli che resistono... Questo è il mio dovere, perché se vendo un quadro che costa magari mille lire, son mille lire rubate se fra tre anni il colore non c'è più... È evidente, no? Il novanta per cento dei miei colleghi non si occupa di queste cose... Pensi che io ho scritto a due case, una francese e una inglese, perché mi suggerissero i colori che resistono. Mi hanno risposto entrambe. Ebbene, sono gli stessi colori che io già sapevo, non mi hanno detto niente di nuovo...





