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Conversazioni
- Le riproduzioni non servono a niente. Questo bisogna dirlo a proposito dello studio della storia dell'arte. Non serve a niente studiare la storia dell'arte sui libri, con una serie di date, di autori e di opere. È tempo perso. In genere le riproduzioni sono in bianco e nero, e tutte piccole così. Cosa vedono i ragazzi? Che idea si possono fare? I libri di testo non servono proprio... Io sono andato a visitare tanti musei d'Europa, in Francia, in Inghilterra, in Germania... C'è il professore che arriva nella tale sala con gli studenti, davanti a un certo quadro, ed ecco comincia a spiegare perché è bello o perché è brutto; i ragazzi, ognuno sul suo sedile pieghevole, scrivono attentissimi... Così bisogna studiare la storia dell'arte. Il testo andrebbe abolito. Bastano dieci pagine come promemoria per le date e per i nomi, nient'altro... La storia dell'arte dovrebbe essere insegnata dagli artisti e non dai laureati in lettere che non si sono presi la briga di visitare ripetutamente i musei, le chiese e le gallerie d'arte.
- Ma, forse, una cosa è insegnare la storia dell'arte e un'altra è insegnare l'arte.
- È la stessa cosa.
- Qui apriamo un discorso controverso: l'insegnabilità dell'arte. Si possono insegnare le tecniche artistiche; ma l'arte, è davvero possibile insegnarla?







