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Conversazioni
- Questa teoria dei colori - perché sui colori esistono numerosi studi e opinioni - è un fatto tutto suo, personale?
- Non ho un'idea personale sui colori, è un fatto di esperienza. In tutto il mondo, non solo in Italia, gli scienziati vanno per la loro strada e i pittori vanno pure per la loro, e non c'è nessun accordo, c'è solo un incontro casuale, momentaneo. Di professori di fisica che si occupano dei colori, non ne conosco uno che avvicini un pittore, voglio dire non un pittore qualsiasi, ma uno veramente bravo... Per esempio, se un professore di fisica dell'Università di Roma avesse interpellato De Chirico sui colori, avrebbe imparato molto, perché De Chirico ha studiato i colori tutta la vita... Lo stesso vale per Morandi, che è vissuto isolato dal mondo come un eremita... Il risultato è che Morandi vive da solo come un eremita, De Chirico parla solo con se stesso, e c'è questo distacco tra scienza e arte...
- Questa separatezza fra scienza e arte, a che cosa si può attribuire?
- Sono diversi i loro interessi e i loro obiettivi. Non può esserci che incomunicabilità.
- Eppure, nella storia, quando fra arte e scienza c'è stato confronto, accordo, interdisciplinarità, i risultati sono stati eccellenti. Penso, per esempio, al Bauhaus, l'istituto d'arte e mestieri fondato da Walter Gropius in seguito alla fusione della Scuola di Arti Applicate e dell'Accademia d'Arte di Weimar, in Germania, nel '19.





