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Conversazioni
- Quindi si va avanti per tentativi?
- Non sono tentativi, sono sviluppi. Sì, qualche errore si fa sempre, ma insomma non sono tentativi, è sbagliata questa parola: sono abbozzi, qualcuno è un po' meglio, qualche altro è peggio... Lo stesso fenomeno mi succede anche quando faccio pittura figurativa. Se faccio pittura figurativa, quello che fa perdere tempo è la composizione. È per questo che nessuno l'approfondisce. L'accordo dei colori è più istintivo; se uno ha un po' di buon gusto si arrangia; poi un quadro si può reggere anche con un colore solo, se la composizione è buona...
- Ogni quadro ha una sua misura che è l'optimum, così pure una tecnica è più adatta a un soggetto anziché a un altro: da che cosa dipende tutto questo?
- Bisogna vedere il quadro, discuterlo. Ma si tratta di qualcosa di imponderabile. Più piccolo o più grande, è meno bello, a volte; ogni quadro richiede la sua misura, ogni misura ha un limite... Però voglio dire una cosa che io ritengo importantissima: nei momenti di decadenza prevalgono le opere di grandi dimensioni, nei momenti di massimo splendore prevalgono i quadri di dimensioni modeste. Questo si può dimostrare davanti ai capolavori antichi, dal V secolo prima di Cristo a oggi.






