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Conversazioni
- Poco fa Lei faceva questa distinzione dei generi della pittura: figura, paesaggio, natura morta e, infine, pittura astratta...
- Nessuno accetta questa distinzione.
- Perché? Quali obiezioni Le fanno?
- Non fanno nessuna obiezione, stanno zitti: il che è ancor peggio.
- L'astrattismo, però, cronologicamente parlando, arriva a un certo punto della storia dell'arte come fatto di estetica, oltre che di poetica individuale. Nasce come esigenza estetica specifica, non come genere di pittura. Sicché l'arte astratta viene generalmente intesa sia come rifiuto dell'espressione mimetica della realtà sia come riflessione sul fare dell'arte, viene cioè intesa come riflessione dell'arte che fa se stessa. Lei cosa ne pensa?
- Cosa vuol dire "arte che fa se stessa? "
- Arte che riflette sulle proprie possibilità tecniche ed espressive, cioè cerca di sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali, cerca di vedere come armonizzare diversamente le forme e i colori rispetto al passato...
- Allora si dovrebbe dire la stessa cosa anche della musica sinfonica.
- Anche la musica sinfonica è un'arte che riflette su se stessa?
- Certamente.






