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Conversazioni
- Non c'è nessuna differenza, perché se uno fa un paesaggio, fa magari uno schizzo sul posto in tre minuti, per promemoria, e poi lo sviluppa a casa, e fa un quadro... Bisogna distinguere il tema che si svolge, dal motivo artistico. Qualunque pittura di paesaggio ha un motivo che non è il tema (cioè il paesaggio). Il motivo di un paesaggio o anche di una natura morta o di un quadro figurativo vero e proprio, è sempre un motivo plastico indipendente dal tema.
- Che cos'è questo motivo plastico indipendente dal tema?
- È quello che si vede più chiaramente nell'astrattismo: l'armonia tra forme e colori, tra forma e forma e tra colore e colore. E se l'armonia è perfetta o quasi, il quadro è buono e basta.
- Vorrei tornare al rapporto fra disegno architettonico e arte astratta. C'è un rapporto intrinseco fra architettura razionale e arte astratta?
- La pittura astratta è nata in seguito al futurismo e al cubismo, quindi la pittura astratta ha preceduto l'architettura razionale...
- Nel momento in cui, però, Lei lavora ai pannelli che andranno a decorare la Casa del Fascio di Terragni, a Como, questo rapporto c'è...
- L'arte astratta è nata, si, con l'architetto presente... Quello che è capitato a Ozenfant con Jeanneret - che si è poi chiamato Le Corbusier - a Parigi, come pure quello che è capitato a Theo Van Doesburg con Mondrian ad Amsterdam e a Kandinskij con Gropius a Weimar, è capitato un po' a Milano e un po' a Como tra me e Terragni... Però è sempre il pittore che è più avanti. Perché? Perché l'architetto, prima di essere artista, è professionista, altrimenti non potrebbe far costruire nulla e morirebbe di fame. Se non ha clienti, cosa fa l'architetto? Progetta delle case o insegna disegno e basta, e quindi deve vivere di rendita, se ce l'ha... Quindi è sempre il pittore o lo scultore, perché pittura e scultura vanno sempre insieme e senza interessi immediatamente commerciali, ad essere avanti...






