Advertise
Conversazioni
- I pannelli oggi non esistono più. Vogliamo ricordare come è andato perso questo patrimonio artistico?
- Non solo i pannelli, ma tutta la suppellettile: il tavolo di sette metri, i lampadari.. .
- Lei aveva progettato anche il tavolo?
- No, lo aveva progettato Terragni. Aveva una lastra di cristallo alta alcuni centimetri, un pezzo solo: in Italia non la faceva nessuno, e Terragni l'ha fatta venire da una fabbrica belga, che l'ha data a basso prezzo, come aiuto, ma anche per pubblicità...
- Tutto è stato distrutto nel '45, dopo la fine di Mussolini...
- Certamente. È successo che, dopo la Liberazione, le forze antifasciste sono andate alla Casa del Fascio e hanno cominciato a buttar giù tutto. Quando ho saputo che stavano distruggendo anche i pannelli, non sono entrato nella Casa del Fascio, altrimenti mi avrebbero fatto la pelle. E allora sono andato dal prefetto di Como, che mi ha ricevuto subito perché era un vecchio amico di famiglia, soprattutto di mio fratello. Era l'avvocato Bertinelli, lo avrà sentito già nominare... Dico a Bertinelli: "Stanno distruggendo la Casa del Fascio", e lui ha avuto il coraggio di andarci subito, perché bisognava aver coraggio, lui era comasco ed era il prefetto, lo avevano eletto prefetto così, da un giorno all'altro, dopo la Liberazione. È entrato: "Cosa state facendo?" - così ha raccontato lui dopo -. E quelli: "Non vede, stiamo distruggendo questa porcheria!" cioè tutta la Casa. "Siete diventati matti? Questa qui è la Casa dei Partiti, adesso." "Come, dei Partiti?" "Sì, tutti i Partiti nuovi che già sono stati fondati avranno la sede qui!" "E Lei chi è?" "Sono il prefetto di Como!" Allora se ne sono andati, ma ormai avevano finito di distruggere quasi tutte le decorazioni.






