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Conversazioni
- Vorrei, appunto, approfondire questo aspetto: che rapporto affettivo si instaura fra l'autore e la sua opera artistica?
- Si instaura lo stesso, identico rapporto che ha un padre con la figlia. Cosa vuole che sia? È una cosa naturale: c'è bisogno di spiegarla? Non so cosa dire. Uno fa una certa cosa - un sarto fa un vestito, e così via - e quando se ne separa prova una certa commozione. Poi voglio dire anche questo: i quadri che io prediligo, sono quelli che mi hanno fatto tribolare di più... Adesso non mi succede, ma negli anni passati, quando i quadri non si vendevano e restavano a lungo qui in casa, magari dopo anni io li tiravo di nuovo fuori, vedevo un quadro con dei miglioramenti da fare e lo ripassavo. A forza di ripassarlo diventava un quadro quasi perfetto. Allora mi abituavo a vederlo lì, magari messo in un angolo, e quando dovevo darlo via mi rincresceva. Qualche volta se lo prendeva mia moglie per se e allora non andava più via di casa...
- Vuol dire che sua moglie possiede una collezione personalissima di Radice?
- Proprio così. Mia moglie ha un occhio critico straordinario e capisce al volo quali sono i quadri più belli.
- Questo significa che la collezione privata della signora Rosetta ha i Radice più belli...





