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Conversazioni
- Qual è la sua parrocchia?
- Si chiama S. Giuliano, è qui a cento metri di distanza in linea retta... Si canta male, malissimo, urlando le parole su una nota sola...
- Parlavamo, poco fa, della moda. Lei come l'ha praticata nella sua vita? Ha amato vestirsi bene?
- Non ho mai dato nessuna importanza ai vestiti. Ho capito sempre più il valore della moda e degli abiti, ma non ho dato importanza a questo aspetto. È proprio vero: l'abito non fa il monaco. In qualsiasi modo il vestito non cambia niente. Cos'è che cambia?... Io porto la cravatta perché la portano tutti, perché si usa così e basta...
- Non ha mai badato a vestirsi in maniera eccentrica, particolare...
- No, a cosa serviva? È una sciocchezza. Potevo andare in giro con una gamba nuda, per esempio, ma cosa cambiava?
- Anche da giovane non badava al suo abbigliamento? In genere da giovani si cerca di essere più appariscenti, più ammirati.
- No, pensavo a tutto meno che al vestiario. Un abito, bastava che mi andasse giusto...
- E Terragni, Rho, Cattaneo? Neanche loro curavano il proprio abbigliamento?
- No. Ci si vestiva così, alla buona... C'era molta semplicità in tutto, nel vestirsi come nel comportarsi in generale...






