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Conversazioni
- E Lei?
- Io mi ritengo soltanto cristiano... Probabilmente allora ero fascista anch'io; ma questo per me non aveva e non ha nessuna importanza.
- E i suoi rapporti con il regime, quando si trovò a collaborare con Terragni per la realizzazione della Casa del Fascio, quali furono?
- Era obbligatorio iscriversi al partito fascista. Io ero amico di Terragni ed ero amico anche del suo braccio destro, cioè l'architetto Luigi Zuccoli, che allora era ancora perito edile... Zuccoli era in un certo senso allievo di Terragni; ma, senza Zuccoli, Terragni non sarebbe stato Terragni: non perché Zuccoli lo aiutasse nelle sue invenzioni, ma perché gli obbediva fedelmente... Zuccoli era più giovane di tre o quattro anni, e stimava moltissimo Terragni, quasi lo venerava...
- Come mai fu accettato a Como un progetto come quello della Casa del Fascio? Mi riferisco anche alle sue decorazioni astratte, sicuramente né monumentali né retoriche, cioè non in linea con le idee del regime.
- Il fratello di Terragni, Attilio, era allora il podestà di Como, come Le ho già detto. Il podestà era amico del federale della zona di Como...
- Altrimenti sarebbe stato difficile realizzarlo, quel progetto?






