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Conversazioni
- Terragni aveva contro tutti gli ingegneri di Como. Oggi nella provincia di Como ci sono un centinaio di architetti, mentre allora ce n'erano soltanto due. Non è che nel frattempo la popolazione sia aumentata in proporzione: oggi la città ha centomila abitanti, allora ne aveva sessantamila...
- In quel periodo chi erano i personaggi più in vista a Como, nel campo dell'architettura, oltre a Terragni?
- Nessuno.
- Terragni era di Meda. Come era approdato a Como?
- Terragni era figlio dell'arte. Suo padre era costruttore, non era architetto perché ai suoi tempi non esisteva la laurea in architettura, ma possedeva qualcosa di analogo al titolo di perito edile; costruiva case disegnate da lui stesso. Quindi Terragni era nato, per così dire, in mezzo alla calcina e alle impalcature... Ha avuto la disgrazia di perdere la mamma quando era ancora giovane, giovanissimo. Lei era morta istantaneamente, di emorragia cerebrale. Dello stesso male è morto anche lui, a quarant'anni... Suo padre si era trasferito a Como quale sede di lavoro e aveva comperato una casa in centro, quella che ancora oggi è della famiglia Terragni, con sù la lapide per ricordo... C'è ancora lo studio del fratello di Terragni e dei figli di questo, un architetto e un ingegnere, che continuano ancora la tradizione di famiglia...






