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Conversazioni
- E Sant'Elia, l'architetto futurista Antonio Sant'Elia? Ha avuto modo di conoscerlo?
- Mai personalmente. Io ero più giovane di lui di dieci anni. Non ho mai potuto conoscerlo perché io vivevo in un ambiente di pittura e non ero ancora in grado di capire che l'architettura, la scultura e la pittura sono vicine tra di loro. Quando lui è partito per la guerra, nel '15, io avevo diciassette anni; e quando anch'io sono andato sotto le armi, con la classe del 1900, la guerra era ormai finita e Sant'Elia era morto, nel' 16, al fronte... I suoi disegni, li ho potuti vedere in casa di sua sorella che li possedeva, e della quale ero diventato buon conoscente. Anzi alla sorella di Sant'Elia ho dato dei consigli preziosi, devo dire, raccomandandole di non regalare i disegni del fratello a destra e a manca, di conservarli gelosamente, perché costituivano un patrimonio artistico importantissimo... Parlando col mio amico Rho, gli ho suggerito di proporre al sindaco di Como, di cui Rho era molto amico, l'acquisto di tutti i disegni di Sant'Elia. Grazie a questo interessamento, il Comune di Como ha comprato i disegni e li ha collocati a Villa Olmo, dove c'è una sala dedicata a Sant'Elia... Ho sempre stimato grande come architetto Sant'Elia. Peccato che non abbia potuto realizzare nessun progetto. I suoi disegni sono molto belli, davvero stupendi... E poi Sant'Elia ha anticipato i tempi: ha visto che cosa si sarebbe potuto fare con il cemento armato, precedendo tutti gli altri architetti del mondo di vent'anni come minimo... Pochi cosiddetti storici dell'arte sanno questo.





