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Conversazioni
- Del gruppo dell'astrattismo comasco hanno fatto parte anche Carla Badiali e Aldo Galli; poi ancora Carla Prina.
- Galli è venuto verso il '40; la Badiali sarà venuta verso il '36, non ricordo bene... La Badiali era allieva di Rho, prima al Setificio di Como dove Rho insegnava disegno per tessuti, e poi nel suo studio, dove prendeva lezioni di pittura. Così ha imparato a dipingere sul serio e non come si impara a scuola. È stata allieva di Rho un paio di anni o tre. Io sovente andavo a trovare Rho in studio, verso le sei, le sette di sera, e lì c'era sempre la Badiali... Aldo Galli impressiona di più degli altri perché era proprio un operaio; dopo le elementari era andato alle scuole serali di disegno... Era rimasto orfano giovanissimo, faceva lo stuccatore, l'imbianchino, quello che capitava... Rho l'ha chiamato in studio per fare delle sculture di gesso: cioè non le doveva fare Galli, le doveva fare Rho e Galli doveva tradurle in gesso, appunto perché era uno stuccatore... Galli era un ragazzo intelligente. Frequentando lo studio di Rho domandava: "Cos'è questo? Cos'è quest'altro?" Ha visto dei libri che riguardavano la pittura e li ha chiesti in prestito... Dopo, Rho si è lamentato: "Perché cosa perde tempo? Cosa gliene importa?" Insomma mai avrebbe creduto che Galli sarebbe diventato pittore... Però Galli frequentava una scuola serale di disegno, come Le ho detto, e così ha imparato a fare qualcosa. Ma non ha mai saputo copiare dal vero... A lungo andare poi si è dedicato al disegno per stoffe... Come disegnatore è stato assunto dalla Badiali, che dirigeva appunto il proprio studio di disegni per tessuti. Probabilmente era stato raccomandato da Rho... È stato alcuni anni nello studio della Badiali, e lì doveva sgobbare per guadagnarsi da vivere, Lei capisce... Poi si è messo a dipingere. Ma prima di dipingere si è dedicato alla scultura, e ha fatto in legno i suoi capolavori... Quei tre o quattro pezzi di scultura astratta che ha fatto allora, sono ancora le sue opere migliori... Dopo si è dedicato alla pittura perché la scultura richiedeva soldi... Costa la scultura: lo scalpello elettrico, tanto per cominciare, e una gran quantità di altri attrezzi, senza parlare dell'eventuale fusione. E poi lo scultore, se deve fare una statua, lavora magari sei mesi, un anno; e come fa a vivere nel frattempo? Insomma deve avere dei mezzi propri, altrimenti fatica a vivere... Un po' più tardi si aggregò al nostro gruppo anche Carla Prina. Diplomatasi in pittura all'Accademia di Brera, cominciò a frequentare lo studio di Rho e divenne ben presto una validissima astratti sta anche lei. Dopo qualche anno sposò l'architetto Alberto Sartoris, che ha il merito di aver sostenuto criticamente, per primo, in Italia e all'estero, il gruppo degli astrattisti comaschi.






