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Conversazioni
- A questo punto mi piacerebbe che Lei esprimesse un giudizio critico
personale sull'arte di questi suoi compagni di strada.
- Rho, se fosse vivo, sarebbe uno dei migliori pittori astrattisti italiani; la Badiali viene subito dopo Rho, mentre Galli è più importante come scultore; la Prina, infine, è anche lei un'astrattista di prim'ordine. Tutto qui il mio giudizio, che può essere sbagliatissimo, s'intende.
- D'accordo, è un giudizio personale, ma a me è quello che interessa particolarmente: appunto che cosa Lei pensa del lavoro di questi suoi amici, visto che vengono messi insieme, con Lei in testa, nel cosiddetto Gruppo Como...
- Gruppo che poi non c'è stato!
- Vuol dire che è stato ricostruito a posteriori?
- Precisamente. Erano tutti amici miei, e ad un certo punto hanno cominciato a parlare del Gruppo Como... Io non l'ho mai fondato deliberatamente. Intendiamoci: l'ho fondato io realmente in quanto io sono stato il primo a Como a fare l'astrattismo, e gli altri erano amici miei, tutto sommato si viveva insieme. Ma non c'è mai stato niente di ufficiale...
- Non avete mai elaborato un manifesto?
- No. Quindi il Gruppo Como in un certo senso non è mai esistito, per così dire, burocraticamente... L'architetto Sartoris ha poi scritto più volte che il Gruppo Como l'ha fondato lui, e criticamente e moralmente è vero, perchè lui in quegli anni ha scritto degli articoli importanti favorevoli al nostro gruppo e all'arte astratta, quando l'astrattismo veniva ignorato o addirittura disprezzato dalla maggior parte dei critici ufficiali, come, ad esempio, Ojetti e Soffici.





