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Conversazioni
- Lei ha sempre amato questo aspetto giocoso della vita: le fiere, i mercati, il circo, i baracconi...
- Sì, mi ha sempre attirato questo aspetto. Anche i miei amici amavano girare in mezzo alle fiere e ai mercati. Da giovani passavamo delle ore a guardare i vari spettacoli: c'era il mangiafuoco, oppure la donna con tre gambe...
- La donna con tre gambe?
- Era tutta una finzione, uno scherzo. C'era questa donna con tre gambe invece di due, e tutti noi sapevamo come era in realtà, ma ci divertiva lo scherzo e cominciavamo a dire: "È artificiale!" "No, è naturale!" "Allora fate vedere se è vero che è naturale!" Si pagava sempre di più per vederla spogliarsi. Passava uno, prendeva i soldi, e si arrivava a vedere tutt'e tre le gambe della donna... Con Terragni, fino all'ultimo anno della sua vita, siamo andati sempre alla fiera di Camerlata a comprare le castagne infilate...
- Era una specialità particolare?
- Venivano da Cuneo, a Como si chiamavano "cüni", in piemontese si chiamavano anche "marunit" e sono a forma di ghirlanda.
- Come le facevano?
- Prima le tenevano a bagno nel vino e poi, quando erano ben impregnate, le mettevano nel forno ad asciugare. Erano molto buone da mangiare. Si mangiavano di più in febbraio per la festa della Candelora. Chissà se le fanno ancora... Un'altra attrazione era quella del cavadenti: era un'attrazione quasi obbligatoria, in ogni fiera ce n'era uno. Lavoravano in due: il cavadenti vero, con tutte le pinze necessarie, e un altro che intratteneva i clienti e suonava il tamburo all'atto dello strappo. Naturalmente c'era un disco che serviva per attirare i clienti, una musica o una canzone in voga. Quando si formava un cerchio di due, tre file di persone, allora incominciava lo spettacolo: "Avanti, chi vuol cavarsi un dente?" Veniva avanti un uomo, poi una donna, e così via. Bisognava pagare prima, naturalmente. Il cavadenti infilava la pinza nella bocca del paziente: "Ahi!" "È inutile dire ahi!" Nell'attimo in cui il paziente avrebbe strillato, ecco un rullo di tamburo. Poi il cavadenti: "Ecco il suo dente, lo vuole?", e lo dava per ricordo al proprietario...






