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Conversazioni
- Erano bravi quei cavadenti?
- Bravissimi.
- E quanto costavano?
- Ah non ricordo, ma meno dei dentisti di oggi, certamente.
- Capitava che togliessero qualche dente buono al posto di uno malandato?
- Poteva capitare, certamente. Allora erano litigi seri... Ma quello che incantava lì, nel veder lavorare quei cavadenti, era la rapidità di esecuzione: erano davvero eccezionali... Conoscevano il calendario delle fiere e dei mercati e facevano il giro della Lombardia, un giorno qua, l'altro là...
- Poco fa parlavamo delle riproduzioni fotografiche. In generale Lei che cosa pensa dell'arte fotografica? La ritiene in concorrenza con la pittura?
- No, assolutamente no. Sono due cose molto diverse... Ho avuto uno zio, Lucio Vitali, fratello della mia mamma, che si occupava di fotografia in modo scientifico, approfondito. Insomma non era il solito dilettante. Da lui ho imparato parecchio. Lo zio emulsionava e rendeva sensibile la carta per la stampa in base alle sue ricerche in questo settore... Era andato a Parigi e aveva conosciuto i fratelli Lumière. Una o due volte all'anno, ritornava da loro per rimanere al corrente di tutti i progressi in campo fotografico...





