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Conversazioni
- Lei possiede qualche foto eseguita dallo zio Lucio?
- No, non me ne sono rimaste. Ce n'era una fatta da lui alla mia mamma e che era stata poi riprodotta su seta... Però di quell'epoca ho una fotografia eccezionale, fatta da un allievo di mio zio, che poi ha impiantato uno studio fotografico. Era un fotografo straordinario anche lui, si chiamava Piatti, ed ha fotografato la mia mamma, mio fratello maggiore e me, tutt'e tre insieme... Comunque, Le ripeto, anch'io ho imparato molto da questo zio. Per esempio mi raccomandava: "Quando lavi le negative o anche le copie, lasciale tutta la notte in un recipiente con un filo d'acqua corrente, in modo che si possa ricambiare". Adesso invece lasciano la foto dieci, quindici minuti in acqua, ed è fatta: col risultato che, dopo cinque, sei anni, quella foto non esiste più, è volata via... Quella foto del Piatti è stata fatta quando io avevo tre anni, dunque ottantaquattro anni fa, ed ancora è li, bella e intatta.






