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Conversazioni
- Come mai?
- In quegli anni la Galleria del Milione era la più avanzata, la più spericolata. Faceva mostre delle quali non vendeva un quadro. E come poteva reggere se Ghiringhelli, che era pittore, e per giunta astrattista, non avesse avuto dietro di sé il padre? Il padre era un imbianchino arricchito, aveva allora settantacinque anni, possedeva una casa a Milano e permetteva che il figlio gli consumasse il patrimonio. Ma ad un certo punto ha detto: "Basta!", perché non voleva andare a finire i suoi giorni alla Baggina... Sa Lei cos'è la Baggina?
- Il Pio Albergo Trivulzio di Milano, una casa di ricovero per anziani.
- Precisamente. È la casa di ricovero dei vecchi in miseria, esiste ancora... Anche Fontana diceva spesso: "Se continua così, finirò alla Baggina", perché non riusciva a vendere un chiodo neppure lui... Fatto sta che Ghiringhelli a un certo punto ha smesso di dipingere per dedicarsi completamente alla Galleria... Era un brav'uomo, pieno di entusiasmo... Peccato, è morto giovane...
- Chi eravate a vedervi più spesso al Milione?
- Mi vedevo più spesso con Ghiringhelli, Bogliardi, Reggiani - come ho detto -, che era un po' il capo, e poi con Fontana, Soldati, Licini, Veronesi e Melotti. Ma Melotti era trentino, e perciò veniva di rado a Milano.






