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Conversazioni
- Che rapporti c'erano fra di voi?
- Di amicizia. Soprattutto con Fontana. La differenza tra Fontana e tutti gli altri suoi coetanei, più o meno colleghi di alta classe, era che Fontana io non l'ho sentito mai parlare male di nessuno, mentre tutti gli altri vivevano parlando male dei propri colleghi... Aveva un carattere dolcissimo, era molto generoso, era superiore a qualsiasi ostilità o gelosia di colleghi, insomma...
- Lei ama il lavoro artistico di Fontana?
- Non ho niente da dire sullo spazialismo. Dico solo che se Fontana non avesse fatto come ha fatto, non sarebbe Fontana, capisce? Fontana ha capito che la strada normale per farsi avanti non avrebbe dato nessun risultato pratico... Fontana era un uomo che commetteva sovente stranezze per motivi pubblicitari, con i quali sopravviveva.
- Lei sarebbe stato capace di fare un gesto, diciamo pure "pubblicitario", come Fontana?
- No, sono negato assolutamente! Però Fontana ha fatto bene a fare quello che ha fatto, perché ha favorito tutti i suoi colleghi.
- In che senso?
- Nel senso che ha fatto superare l'ostilità contro l'astrattismo. Se non ci fosse stato Fontana, sarebbe rimasto ancora oggi il muro di silenzio che c'era prima in Italia sull'arte astratta...







