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Conversazioni
- Come è arrivato a questo tipo di composizione?
- Per uno che impara a comporre, una volta che ha imparato la composizione, diventa istintivo far delle cose più ordinate.
- Però continua a comporre, anche quando fa il figurativo, seguendo le regole dell'astrattismo.
- Per carità, lasci stare le regole. Lei quando scrive una lettera o una poesia pensa alla grammatica e alla sintassi?
- Certamente no.
- E allora? Così faccio io. Cosa ne so? lo ho approfondito la composizione, adesso ho dimenticato tutto, non so più niente. Disegno e basta.
- Insomma, si lascia guidare dal suo istinto.
- Certo.
- Un istinto, però, già educato, affinato...
- Modificata al meglio la nostra capacità di autocritica, non possiamo che migliorare anche il nostro lavoro.
- Ogni momento di rottura con una certa tradizione viene assimilato all'avanguardia. La nascita dell'astrattismo è stato un fatto d'avanguardia o no?
- Io non credo agli ismi, quindi neanche all'astrattismo se questo viene considerato come un ismo in mezzo ad altre centinaia di ismi consimili. E poi che vuol dire astrattismo? Che vuol dire arte astratta? Astratto si oppone a concreto, e non c'è niente di più concreto di un quadro cosiddetto astratto... Poi la stessa parola "avanguardia" è sbagliata, perché quella parola lì è di carattere militare, e con l'arte non c'entra nulla. L'artista - il poeta, il musicista, il pittore, lo scultore, l'architetto - non è in guerra, non pensa a combattere contro il prossimo, non fa male a nessuno. Se una poesia, un brano musicale, un quadro, una statua, un edificio produce del male, o induce al male, non è arte, è anti-arte...






