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Conversazioni
- Ma se vogliamo attribuire alla parola "avanguardia" non tanto un significato militare quanto un significato esplorativo, fuor di metafora: un significato linguistico (un gruppo che va più avanti degli altri e si spinge non tanto nel campo del nemico quanto in un territorio linguistico sconosciuto per scoprire qualcosa di nuovo, di mai visto prima), le cose cambiano, no?
- Se permette, rispondo così: qualunque opera d'arte è una novità, altrimenti non è arte. Però quest'opera d'arte nasce contro la volontà dell'autore: nasce non si sa perché. Voglio insistere sul concetto dell'arte come "canto" che consola. Se un autore si prepara spiritualmente e anche tecnicamente, quando scrive, compone, dipinge, modella o disegna, che cosa fa? "Canta!" "Canta", e basta! E a cosa serve questo "canto"? Unicamente a consolare qualcuno. Altrimenti è sbagliato chiamare arte tutto questo...
- Ma quando Lei ha iniziato a fare dell'arte astratta e perciò ha deciso di abbandonare il figurativo così come lo aveva fatto fino a quel momento (salvo poi a rifarlo in tutt'altra maniera, cioè in una maniera post-astrattista, come ha già detto Lei stesso), non era quella una presa di posizione tipicamente d'avanguardia? Non cercava di esplorare un terreno praticamente sconosciuto?







