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Conversazioni
- Non era esplorazione del nuovo, perché - come Le ho detto - l'arte astratta c'è sempre stata, ed io sapevo che c'era sempre stata...
- Ma l'arte astratta delle decorazioni abbiamo detto che era un fatto artigianale più che artistico, ripetitivo e puramente ornamentale.
- L'astrattismo è stato il passaggio da qualcosa di artigianale a qualcosa di artistico, con tutte le conseguenze che questo passaggio ha comportato: tutto lì... Ma una novità nell'astrattismo c'è davvero...
- Quale?
- L'aver dato importanza ai rapporti non misurabili con i numeri razionali, rapporti misteriosi e che interessano il mondo vegetale, animale e umano. È - ripeto -la "divina proporzione" di Piero della Francesca e di Luca Pacioli, la sezione aurea dei matematici...
- Vuol dire che l'arte astratta è venuta quando si è cominciato a ragionare su questi rapporti dimensionali?
- Intendiamoci: questi rapporti misteriosissimi erano senz'altro conosciuti anche prima della loro messa in evidenza, pensi all'arte greca del periodo aureo. Ma è stata una grande conquista dell'intelligenza umana l'aver capito che nella natura vivente esistono questi rapporti... Come si fa a dimostrare, per esempio, che un uomo è bello e un altro è brutto nelle proporzioni? Una persona curiosa misura i vari rapporti e trova sempre lo stesso numero: è questa la cosa straordinaria, cioè che non c'è niente di sproporzionato in un corpo umano normale... Cosa abbiamo fatto noi astrattisti, quei due o tre che ci siamo occupati a fondo di questo problema? Ci siamo resi conto dell'enorme importanza che hanno i rapporti dimensionali anche nella composizione artistica... Intanto queste proporzioni non si studiano per scoprire il bello. Noi riteniamo belle alcune cose, poi le misuriamo e salta fuori questo benedetto numero costante, la sezione aurea. Uno non si mette lì con questo numero e fa delle cose belle, no: fa delle cose belle e poi salta fuori il numero, dopo averle misurate...






