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Conversazioni
- Non si può dire che non ci sia riuscito! Ma se un artista prende a soggetto il brutto per una forma di protesta contro i mali della società, per denunciare la malvagità dell'uomo o per esprimere la sua tragedia esistenziale, per Lei la sua arte non è esteticamente legittima?
- Sarà legittima ma a me non interessa... Prendiamo gli espressionisti tedeschi: me ne sono interessato poco, per la verità; ma li conosco abbastanza. Ci sarebbe da vergognarsi a imparare da loro. Noi italiani non abbiamo bisogno di imparare niente da nessuno. Noi italiani siamo sicurissimamente in testa all'Europa nella pittura, nella scultura e nell'architettura. Poichè l'Europa è in testa al mondo, l'Italia è in testa al mondo: c'è poco da fare! Andare a imparare dai tedeschi!... Vien da ridere. Hanno avuto anche loro dei pittori bravi, giù il cappello!, magari migliori di tanti nostri; ma non hanno mai avuto i colossi che abbiamo avuto noi. Nel mondo si potrebbe fare, insomma, una graduatoria: siamo in testa noi italiani, subito dopo vengono i Paesi Bassi, poi la Spagna; dietro alla Spagna viene la Francia, poi la Inghilterra e il resto d'Europa.
- Ma Lei non ha mai avuto dubbi estetici nella sua vita? L'arte l'ha sempre vissuta come fatto rasserenante, tendente al bello, anzi espressione totale del bello?






