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Conversazioni
- Lei è contrario all'isolamento?
- Certo. È una pazzia.
- Ma che differenza farebbe fra isolamento e solitudine?
- La solitudine dell'artista è impossibile, con qualcuno l'artista parla certamente. Questo, in senso assoluto. Se uno si isola completamente, va al manicomio.
- Questo è l'isolamento, però io penso che la solitudine dell'artista possa e debba essere una necessità...
- Solitudine per qualche giorno, qualche settimana, quando l'artista è totalmente immerso in un lavoro, sì...
- Non è uno stato di necessità continua?
- Per me no. Basta sapersi concentrare su quello che si vuol fare. È meglio stare con gli amici. L'artista non è altro che un uomo che fa delle cose per amore del prossimo. La parola "prossimo" è chiara anche agli analfabeti. Il prossimo è il vicino. Io non amo un tale che abita nel Nicaragua oppure a New York, che non ho mai visto, o uno che ho visto una sola volta nella mia vita per cinque minuti o magari per mezz'ora, un'ora. Gli amici veri sono quelli che vedi vicino sovente.
- Che valore attribuisce, in particolare, all'amicizia?
- Un valore enorme, benché la vera amicizia sia rara. Un valore enorme, appunto, perché è rara. Un valore enorme perché il vero amico parla sempre bene dell'altro e non ammette che davanti a lui se ne parli male.






