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Conversazioni
- Diceva poco fa che Lei da anni non mette più piede in un caffè...
- Da trent'anni non bevo più un caffè, né un tè, né una cioccolata, niente. E questo, da quando sono stato operato a entrambi gli occhi...
- Che operazione ha subito?
- Ho sofferto di glaucoma, e sono stato operato prima all'uno e poi all'altro occhio, alla distanza di quindici giorni.
- Quando è successo?
- Nel 1957.
- Dopo, ha continuato a vederci bene? Per un artista visivo la vista è un bene essenziale, naturalmente...
- Sì, ancor oggi vedo bene; solo che sono diventato un po' miope e mi devo far aiutare dalle lenti...
- Questo non Le impedisce minimamente di lavorare...
- Assolutamente no. Leggo ancora senza occhiali. Devo solo avere una buona illuminazione.
- Lei diceva di aver provato nella sua vita il senso della morte quando Le sono venuti a mancare il fratello, la madre, il padre e gli amici suoi più cari. Qual è stato il suo atteggiamento di fronte a questo evento?
- A vent'anni non ho mai pensato alla morte, neanche quando ero in pericolo, neanche quando ero in guerra. Ho incominciato a pensarci dopo i quarant'anni. Più è passato il tempo, più ci ho pensato. Non è che si viva pensando continuamente alla morte, ogni tanto viene in mente questo "fenomeno". Però io credo nella vita eterna e quindi vivo abbastanza serenamente... Mi spaventa il fatto che la morte non sia mai allegra, sia sempre dolorosa. L'unica consolazione è che, nonostante i dispiaceri, la vita vissuta è sempre bella... I vecchi imparano ogni giorno qualche cosa di nuovo e quindi imparano anche perché si deve morire. Non si può continuare a vivere in eterno una vita che è legata al corpo, il quale degenera di minuto in minuto. A un certo punto il corpo non regge più. E la vita è sempre la stessa che continua...





