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Mario Radice alla Fontana di Camerlata

Conversazioni

- No, immaginavo qualcosa del genere per le mosche, che trovo fastidiosissime...

- Ascolti, ascolti bene. Mi mettevo a letto e subito cominciava la lotta con le zanzare. Un giorno, due, tre, quattro: poi non ne posso più e allora do una mancia al cameriere per aiutarmi a vincerle. "C'è un sistema" mi dice il cameriere. Da notare che in quell'albergo tutte le finestre avevano la rete. Io ero al secondo piano e potevo dormire con la finestra aperta, tanto attraverso la rete le zanzare non passavano. Le zanzare entravano solo dalla porta. Allora il cameriere mi ha spiegato: "Lei prenda una salvietta e l'appallottoli per bene: siccome, quando si accende la luce, vanno a rifugiarsi sul soffitto, gliela butti addosso". Doveva essere una specie di sfera morbida che trascinasse le zanzare nella caduta, anche contro la loro volontà... Loro sapevano che fine avrebbero fatto. Lanciavo il panno appallottolato, ne trascinavo trenta, quaranta, cinquanta nella discesa: cadevano e morivano schiacciate, e questo per due o tre volte, ma non riuscivo mai a eliminarle tutte. Le superstiti si rifugiavano in un angolo del soffitto, tra il soffitto e la parete, e bastavano a impedirmi di dormire. Sa perché si rifugiavano in quell'angolo? Perchè in quell'angolo il proiettile arrivava, sì, ma ne lasciava scoperto qualche centimetro: le zanzare capivano che l'angolo era una salvezza, e si posavano solo in quel piccolo spazio. Erano intelligenti... E poi in questa lotta ne restava magari una sola viva. Io mi dicevo: "Adesso sono in pace". Invece che mi succede? Arriva la zanzara e si posa qua, sulla punta del naso, poi si posa su questo orecchio, poi su quest'altro. Perchè si posa lì? Perché non si può menare uno schiaffo o un pugno sul proprio naso o sulle proprie orecchie. Quindi le zanzare sapevano che con la mano potevano essere colpite, ma non su certe parti del corpo umano. Se si fossero appoggiate sulla fronte, le si poteva ammazzare; mentre sulla punta del naso e sulle orecchie, no... Non c'è che dire, anche le zanzare sono intelligenti... Figurarsi poi un cavallo, un gatto o un cane: sono intelligenti. Che cosa manca all'animale? Non l'intelligenza, certamente...

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Cantiani Pubblicità & Mkt. Mario Radice
Grande esponente dell'astrattismo italiano degli anni Trenta e Quaranta. Pittore, scultore e cultore di problemi d'architettura.
www.edixxon.com/radice